“Pace in casa, pace nel mondo” (Mustafa Kemal Atatürk)
TURCO (originale):
“Yurtta sulh, cihanda sulh”
Oggi è il 10 novembre, 73° anniversario della morte di Mustafa Kemal Atatürk, grande statista la cui importanza non deve essere riconosciuta solo dalla sua Turchia, ma dal mondo intero. Le idee e la filosofia di quest’uomo illuminato sono esemplari per qualsiasi Paese, una miniera di risposte per chi si pone interrogativi circa lo sviluppo dell’umanità ed è in cerca di modelli da cui trarre spunto.
Ho deciso di partecipare alla commemorazione di Atatürk proponendo su questo mio Blog la sua frase più famosa, diventata il motto della Repubblica di Turchia. Nell’espressione “Pace in casa, pace nel mondo” c’è molto della mentalità kemalista, in essa si trova la sua visione del genere umano e delle relazioni tra i popoli. E’ doveroso premettere che il “padre dei turchi” era fautore di un nazionalismo “positivo”, orgoglioso ma rispettoso degli altri, volto alla cooperazione con essi e non alla competizione generata da presunzione di superiorità. Egli, infatti, intendeva l’umanità come “un unico corpo, dove ogni nazione ne è una parte”. E in quest’ottica, il presupposto necessario perché le nazioni del mondo siano in accordo tra loro è la sussistenza di una situazione di pace ed equilibrio interni. Un popolo che ha raggiunto la concordia è nelle condizioni ottimali di approcciarsi agli altri; più sono i popoli in questo stato, minori saranno le possibilità di conflitti sul pianeta. Viceversa, Paesi segnati da contrasti e guerre intestine non sono sicuramente nelle condizioni migliori per instaurare proficui rapporti con gli altri: un organismo rischia di morire se uno o più dei suoi organi sono malati.
Il principio alla base del detto “pace in casa, pace nel mondo” va applicato a tutti i livelli, anche nei micro-rapporti interpersonali: un essere umano, per poter relazionarsi al meglio coi suoi simili, deve essere a posto con sé stesso; se invece vive contrasti interni aumenteranno anche i possibili scontri con chi gli sta vicino. Proviamo a immaginare un mondo di persone e nazioni che vivono in serenità: inimicizie e odio tenderebbero a sparire.
Non c’è modo migliore di rendere tributo a Mustafa Kemal Atatürk che citarlo in qualità di insegnante universale di pace e tolleranza.